Allarme tra i concessionari Jaguar
Mentre alcuni dealer guardano al futuro con ottimismo, altri temono che la transizione radicale verso l’elettrico di ultra-lusso possa segnare la fine di un’era.
Il 2026 è iniziato sotto il segno dell’incertezza per uno dei nomi più storici dell’automobilismo britannico. Dopo la discussa operazione di rebranding lanciata alla fine del 2024, Jaguar si trova oggi in quello che i vertici aziendali hanno definito un “firebreak” (tagliafuoco): un periodo di silenzio commerciale quasi totale prima del lancio della sua nuova gamma elettrica. Tuttavia, questa “pausa strategica” sta mettendo a dura prova la pazienza e le finanze dei concessionari.
Recentemente, alcuni rappresentanti della rete di vendita hanno rotto il silenzio. Secondo quanto riportato dalla testata tedesca Automobilwoche, un esponente di spicco dei dealer ha lanciato un avvertimento agghiacciante: “Se siamo onesti, al momento non esiste un modello di business per il marchio.”
Una scommessa senza precedenti
La strategia di Jaguar, guidata dal piano “Reimagine” del Gruppo JLR, ha previsto l’eliminazione totale della gamma precedente (modelli come F-Pace, E-Pace e le berline XE/XF) per rinascere come marchio di ultra-lusso, con prezzi che partono da oltre 130.000 euro.
Il problema? I concessionari si ritrovano oggi con showroom praticamente vuoti, in attesa che i primi esemplari della nuova GT elettrica (ispirata al concept Type 00) arrivino su strada tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
“Abbiamo firmato per continuare con Jaguar in futuro,” ha dichiarato un venditore anonimo, “ma se onoreremo questa intenzione dipenderà solo dalla chiarezza della strategia. Dobbiamo capire se si adatta ancora alla nostra realtà commerciale.”
I punti critici: Vendita vs Leasing
Uno dei cambiamenti più radicali riguarda il modo in cui le auto verranno distribuite. Andreas Everschneider, CEO dell’Associazione tedesca dei concessionari Jaguar e Land Rover, ha rivelato che la nuova Jaguar potrebbe non essere venduta nel senso tradizionale del termine.
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Strategia di Leasing: Per proteggere i valori residui e mantenere il controllo sul mercato dell’usato, Jaguar punta a un modello basato prevalentemente sul leasing.
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Volumi ridotti: L’obiettivo è passare dalle oltre 180.000 unità vendute nel 2018 a circa 10.000 all’anno a livello globale. Una contrazione del 94% che spaventa chi ha investito milioni in strutture fisiche imponenti.
L’ottimismo della “Nuova Era”
Nonostante i toni allarmistici, non tutti vedono nero. Everschneider stesso ha definito questo nuovo inizio come una “grande opportunità”. L’idea è quella di smettere di rincorrere brand come BMW o Mercedes per andare a sfidare direttamente colossi del lusso come Bentley e Maserati.
I sostenitori del piano sostengono che Jaguar non potesse più sopravvivere con margini di profitto vicini allo zero sui modelli attuali. Il nuovo posizionamento “esuberante” e modernista punta a un pubblico più giovane, audace e facoltoso, che non ha legami nostalgici con il passato del brand.
Cosa aspettarsi ora?
Il futuro di Jaguar è appeso a un filo sottile che si spezzerà o si rinforzerà quando apriranno gli ordini ufficiali (previsti per la primavera di quest’anno). Gli analisti concordano su un punto: Jaguar sta facendo ciò che nessun altro produttore di massa ha mai osato fare. È un esperimento di marketing e ingegneria che potrebbe diventare un caso di studio universitario, sia come il più grande fallimento della storia dell’auto, sia come il più geniale salvataggio di un marchio in declino.



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